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I Nostri Viaggi * ASIA * Cambogia sabato 18 novembre 2017
Il viaggio in Cambogia Riduci
Viaggio in Cambogia 
 
Periodo: Febbraio 2008
 
Durata : 5 notti
 
 
 
Giudizio: davvero grazioso, pulitissimo, una bella piscina, ottimo rapporto qualità prezzo. Si può prenotare via mail e pagare l’intera somma all’arrivo.
 
Primo giorno : arrivati da Bangkok, ci siamo recati nella guesthouse e posate le valigie, abbiamo cominciato ad esplorare Siem reap. La prima cosa curiosa è che per quanto ci sia una moneta locale, il riel, di fatto tutti utilizzano il dollaro. Dai menu agli acquisti al mercato. Se si paga in dollari, si riceve il resto in riel. Abbiamo visitato la crocodile farm, 3 dollari l’entrata. Acquistate dei pesci e divertitevi a dar li da mangiare ai coccodrilli, ma non fermatevi ai primi..proseguendo nel percorso troverete infatti dei coccodrilli davvero enormi!
E poi abbiamo fatto un giro all’old market. Si trovano statuette e souvenirs davvero carini a poco prezzo. Se vi interessa qualche pezzo un po’ meglio lavorato, se ne trovano alla Art woek gallery, sul lato ovest del mercato. La sera siamo andati a cena al ristorante L’Abacus, www.cafèabacus.com, nella zona della Sivatha Boulevard. E’ a gestione francese, molto ben curato, in un piacevole giardino. Si mangia davvero bene e si spenda attorno ai 20dollari a testa.

COCCODRILLO  

Secondo giorno:  Conosciamo Pen , la nostra guida. Ci siamo organizzati via mail all’indirizzo andy@asiatravel-cambodia.com. Sul sito www.asiatravel-cambodia.com  si trovano tutte le notizie. Noi abbiamo avuto anche la piacevole sorpresa di scrivere in inglese e vederci rispondere in italiano da Paola. Anche in questo caso, ci siamo accordati via mail sull’itinerario che volevamo fare e poi abbiamo pagato quando siamo arrivati in Cambogia. Sono molto cordiali e professionali. Pen parla davvero bene l’italiano ed è molto preparato.

Dopo aver visitato il gruppo di Roluos , ovvero i templi pre Angkor , su dei motorini guidati da ragazzi cambogiani attraversiamo le risaie e arriviamo al villaggio di Kompong Phluk ( http:/andybrouwer.co.uk/phluk.html  è il sito di Andy su questo posto ) . Lì le persone vivono su palafitte in quanto nella stagione delle piogge si allaga tutto. Conducono una vita semplice e comunitaria legata alla pesca. La sensazione era di vivere fuori dal tempo. Incontriamo solo un piccolo gruppo di turisti. Qui ne arrivano pochi.

  PESCATRICE DI GAMBERETTI 

Poi con una barca arriviamo attraversiamo parte del lago Tonle Sap e arriviamo al villaggio galleggiante di Chong Kneas. Le case, infatti, sono su zattere che si possono muovere. Tutta la vita si svolge sulle barche. E’ davvero strano per noi !
La strada per tornare a Siem Reap è costeggiata da moltissime baracche, davvero misere e non mancano le scene di vita quotidiana. Non si può spiegare, crediamo sia solo da vedere.
La sera ceniamo al Caffè Indocina sulla Sivatha boulevard. E’ una grande casa bianca, con un bel patio. Si mangia bene e si spende attorno ai 20 dollari in due.
 
Terzo giorno: Sveglia all’alba per veder sorgere il sole su Angkor Wat. Il tempio è davvero una delle meraviglie del mondo! Trascorriamo buona parte della giornata a girare dentro e fuori il tempio per gustarne ogni sfaccettatura . Meglio andare controcorrente ed evitare la folla. Poi una visita al tempio di East Mebon.  Il pomeriggio ci fermiamo finalmente un po’ in piscina!
 
Per entrare ai templi occorre fare un tesserino con tanto di foto digitale che poi viene richiesto ogni volta che si accede all’area archeologica; per una settimana costa 60 dollari.
 
La sera abbiamo cenato al ristorante La noria www. angkor-hotel-lanoria.com . Si mangia bene e si spende poco. A gestione francese. Inoltre al mercoledì sera fanno uno spettacolo di marionette delle ombre tenuto da giovani ragazzi cambogiani. E’ piacevole e il ricavato va all’ong che li aiuta. E’ necessario prenotare.

 

Quarto giorno : usciamo da Siem Reap di circa 70 km. Andiamo a visitare Kulen Mountains. E’ un posto considerato sacro, in quanto c’è un tempio con un Buddha reclinato, in cima ad una scalinata da fare scalzi. Non è un posto turistico e quindi ci caliamo proprio nelle abitudini e nei credi dei cambogiani. Ci sono anche molte persone, purtroppo vittime delle mine, ai margini della scala. Non è facile per lo spirito , fare quei gradini.

IL BUDDA CHE DORME   

Anche noi siamo un’attrazione. I cambogiani che arrivano da lontano, non hanno mai visto un occidentale.. ci guardano e sorridono. Dobbiamo essere curiosi! Io senza dubbio, con la mia taglia 44 sono l’equivalente di due cambogiane. Sono tutte così esili lì!
 
Da vedere c’è il fiume dai mille linga ed una graziosa cascata, attorno alla quale ci sono moltissime farfalle giganti. Inoltre passeggiando si vedono molte rocce dalle forme curiose e a ciascuna è collegata una leggenda che ne spiega l’origine. Da una roccia, in particolare, sgorga dell’acqua pura, anch’essa considerata sacra. Pen ne ha riempito una bottiglietta che doveva portare ad un suo amico.
 
Da lì visitiamo il tempio di Banteay Srey. E’ diverso dagli altri templi, molto lavorato nelle pareti. Dà un colorato colpo d’occhio.
Infine ci spingiamo fino al Beng Mealea. Un tempio poco visitato, in parte rovinato, per via del fatto che si allaga nella stagione delle piogge. In questo essere tralasciato, ha il suo fascino. Nel silenzio, eravamo i soli a visitarlo e abbiamo vissuto di più l’emozione di essere lì.
 
La sera ci siamo fermati a cenare in hotel. I tavoli , tra i fiori, sono illuminati da lampadine come le nostre a Natale e ti lasciano sospeso nel tempo a goderti il momento.
 

Quinto giorno :  Abbiamo trascorso tutto il giorno passeggiando tra i templi. Il famoso Bayon, che è l’unico che nasce come tempio buddista e non induista. Le facce che si vedono sono dunque quelle di Buddha. La terrazza degli elefanti e quella del re lebbroso. L’entrata di Angkor Thom , con tutti i demoni che la accompagnano è suggestiva. Ce la siamo goduta vedendo arrivare gli elefanti e sembrava la scena di un film. Meraviglioso è il Ta Prohm. E’ il tempio che più degli altri è avvolto dagli alberi . Il problema è scattare una foto, perché è davvero affollatissimo..!

  

Tra un tempio e l’altro camminiamo tra le case e scorgiamo una sala del tempio. Abbiamo assistito alla benedizione da parte di un monaco di un bus e del suo autista. Particolare …il monaco riempie un secchio d’acqua e la butta, svariate volte, un po’ sull’autista e un po’ sul bus letteralmente lavandoli.
 
Nel pomeriggio abbiamo noleggiato le bici presso l’hotel accanto alla nostra guesthouse www.thesoriaamoria.com e abbiamo pedalato tra il traffico di motorini delle strade di Siem Reap. Costeggiando il fiume si arriva al povero quartiere delle palafitte. Andrea aveva appena detto: “ Ma qui i bambini non faranno mica il bagno…” e in quel momento un gruppo di bimbi si è immerso…l’acqua appare davvero sporca e svariati rifiuti si trovano sulle coste…Si sono accorti di noi, ci hanno subito salutato.
 
 
Un aperitivo al caffè FCCC, sulla via Pokambor, accanto alle poste e poi la sera cena con spettacolo di danze tradizionale al Teatro Apsara. Si entra scalzi e ci si siede attorno a lunghe tavolate. Per appassionati delle danze. Sul cibo..si mangia meglio altrove.
 
Ultimo giorno: mattinata di corso di cucina khmer. Ci troviamo, con due ragazze portoghesi, che arrivavano da un tour in Laos nella cucina del ristorante Tigre de papier a due passi dal mercato vecchio. La chef ci fa prima decidere cosa vogliamo cucinare, poi andiamo con lei al mercato a comprare l’occorrente. Ci spiega passo a passo cosa dobbiamo fare e ci fa tagliare e cuocere tutto a noi direttamente. Intanto le altre ragazze in cucina ci guardano e sorridono. Mi sa che non eravamo proprio disinvolti nel preparare gli involtini ….Comunque abbiamo preparato 8 piatti diversi dal pollo al cocco ai gamberetti dolci alla zuppa di tagliolini e verdure. Divertente! Ve lo consigliamo alla fine ci hanno anche dato un attestato!
 

Infine un ultimo sguardo ad Angkor salendo al tempio di fronte ( si può salire anche a dorso di elefante ), mentre comincia a piovigginare. Eh si, è arrivata l’ora di partire .

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